jueves, 21 de noviembre de 2013

Antón Reixa: la SGAE è semizombi, più morta che viva

(via Huffington Post España)



Le dichiarazioni di Antón Reixa, ex presidente SGAE (eq. SIAE Italia), non lasciano alcun dubbio sullo stato più che penoso in cui la si trova attualmente. Dopo l'arresto dell'ex presidente Teddy Bautista e tutti i collaboratori alla famosa trama è la volta di Antón, un expresidente "fantoccio" che chiarisce il continuo ruba-ruba interno alla istituzione che dopo l'intervento delle forze dell'ordine sembra essersi moltiplicato più che fermato. L'accusa è gravissima: alcuni soci continuano ad appropiarsi di denaro sporco proveniente dalla "musica delle streghe" o quei temi sonori che accompagnano i programmi di oroscopo ed altre truffe autorizzate in orari notturni. Reixa dice che gli costò il posto denunciare 25 milioni di euro ripartiti tra 11 soci "potenti" della SGAE. La cosa ancora più grave è data dal fatto che questi "incaricati alle riscossioni" non sono neppure autori o proprietari delle opere in questione e, anche se coperti dalla Legge Organica di Protezione dei Dati, pare che dai bilanci si possa tranquillamente accedere a chi riscuote certi milionari ingressi. 
Un problema quindi senza attuale soluzione quello di una istituzione dove, in spagna, attua come polizia senza dare conto a nessuno, neppure a quelli delle tasse, sullo stato delle cose. E noi ci chiediamo se tale istituzione in altri paesi come l'Italia dove la musica genera milioni e milioni di euro a pesare dalle lamentele di mummie come Morandi per fare un nome tra tanti, sarà controllata dagli organi preposti (se ci sono organi preposti a tale funzione...).

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