jueves, 3 de marzo de 2011

Preoccupato per la sicurezza delle tue email?

(via Genbeta)

L'incidente ben noto oramai, riguardante la "perdita" delle emails di Gmail, (poi rotrovate, quindi mai perse) allarmò circa 500.000 utenti, poi 50.000, poi si parlò di 27.000 sino a che questa ultima cifra venne confermata ma a parte un certo spavento e un disservizio durato oltre 24 ore, tutti gli utenti ripresero felicemente possesso della loro posta. Sono incidenti, forse impossibili da evitare e questo non toglie sicuramente la nostra fidugia nei servizi, oltretutto gratuiti, della grande G. Ma dovrebbe farci riflettere su come il software è sempre stato molto vulnerabile ed oggi lo è anche di più grazie al suo stretto legame con un hardware sempre più sofisticato, rapido e quindi delicato. I fatti ci dovrebbero insegnare che lavorare on-line comporta una serie di rischi che non sono legati direttamente con le nostre azioni bensì con quelle altrui e, nel caso della posta elettronica, un programma tipo POP3 o IMAP che scarica i dati direttamente nel nostro disco fisso è una buona scelta soprattutto per coloro che, sempre di più, usano l'email come strumento di lavoro. Il problema però ci riconduce ad altre questioni legate ai sistemi nella nube: virtualizzazione, ftp, dati sincronizzati sono acronimo di dipendere dagli altri a cominciare dalla linea elettrica che quando ha una avaria, può essere temporaneamente risolta con un sistema SAI (sistema ad alimentazione ininterrotta, a batteria quindi) e da un portatile con sufficente autonomia. Poi viene il problema della stabilità della connessione: a volte per un problema nella linea ADSL o semplici lavori di manutenzione non possiamo terminare il nostro lavoro. Se tutti i nostri dati sono su server esterni dovremo rassegnarci ad aspettare che termini l'incidenza. In sostanza è raccomandabilissimo avere sempre una copia fresca dei nostri dati a portata di mano che, se integrata con una copia remota, sarà doppiamente più efficente. Ma per il momento la parola "remoto" deve restare solo una integrazione.

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